Grotta_di_San_Michele_04

La grotta di San Michele Arcangelo di Casalbore iniziò ad essere frequentata a scopo di culto probabilmente già nell'Alto Medioevo, in seguito alla conversione dei Longobardi al cristianesimo e alla proclamazione di San Michele a loro protettore. Il Santo guerriero trova analogia con Wotan, il dio della guerra dei popoli germanici, patrono dei guerrieri e degli eroi. Attraverso le contaminazioni culturali della transumanza, che favoriva i pellegrinaggi verso il Monte Gargano, centro propulsore del culto, la devozione al santo si diffuse soprattutto nell'Italia centro-meridionale, dando origine a numerosi luoghi sacri posti lungo i tratturi.

La legenda racconta che la grotta carsica venisse scoperta da una mucca e quindi consacrata a San Michele che anche sul Gargano aveva indicato il luogo di devozione attraverso un toro. E’ una chiesa rupestre che assunse il ruolo di tappa privilegiata di un itinerario che, seguendo la via Traiana, ricalcata dalla Via Sacra Langobardorum, giungeva alla grotta garganica e proseguiva verso i porti di imbarco per la Terra Santa. La cappella fu restaurata nel 700 dai marchesi Aurelia e Tommaso Caracciolo, particolarmente devoti al Santo. Evento testimoniato da una lapide conservata all'interno, posta al di sopra di una rustica acquasantiera in marmo. Nello stesso anno fu realizzata una statua in pietra del santo e l'anno successivo venne consacrato un nuovo altare in marmo finemente lavorato. Sulla scia di questi eventi, Papa Clemente XI concedeva indulgenza plenaria a quei fedeli che, pentiti e confessati, erano disposti a recarsi in visita alla grotta. L’originario ingresso era collocato in una frattura della volta rocciosa e solo successivamente si realizzò un ingresso laterale sul pendio meridionale della collina. Oggi la cavità carsica è sovrastata da un edificio e conserva i due ingressi. L’ampiezza della cavità naturale venne in seguito ridotta a circa venti metri, a causa dell'apertura di una cava per l'estrazione della pietra. L’8 maggio di ogni anno la cappella è meta di una suggestiva processione preludio di un’emozionante celebrazione religiosa che si unisce ancora alla festa patronale civile.


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